mercoledì 5 settembre 2007

LO SCIOPERO FISCALE

http://www.prov-varese.leganord.org/doc/fiscsc.htm

La Lega e Bossi in particolare hanno spesso minacciato di organizzare uno sciopero fiscale in Padania. Il fine è ovviamente quello di mettere in ginocchio lo stato romanofilo inducendolo così ad accettare le
rivendicazioni padane. Non vi è dubbio che questo sarebbe l'unico metodo non violento per ingaggiare un vero e proprio braccio di ferro con Roma. Ma è una via senza dubbio difficile, la cui condizione necessaria ma non sufficiente è un livello di esasperazione che per il momento non si vede fra la nostra gente. Condizione necessaria ma non sufficiente in quanto uno sciopero fiscale va organizzato e gestito in modo serio, dando indicazioni precise a chi vi volesse aderire.

Durante il mio breve soggiorno natalizio in Padania ho avuto modo di
acquistare il bollettino bimestrale edito dalla LIFE, l'associazione
federalista ed antifisco. Vi ho trovato molte notizie interessanti e mi ha
colpito soprattutto il linguaggio degli articoli, un linguaggio con una
carica antistatale molto forte. Non mi sorprende che la maggiornanza degli aderenti a questa associazione sia leghista, soprattutto in Veneto.

Riporto di seguito una parte del manualetto anti Guardia di Finanza che ho trovato nel bollettino. Si tratta delle denominate 20 regole auree
salvavita LIFE (elaborate dal pool legale LIFE e tratte da varie leggi) da
seguire in caso di ispezioni delle fiamme gialle.

1) Richiesta tesserino. Loro lo esibiscono e se lo tengono in mano. Voi
ricopiate i dati su un foglio

2) Nel caso si rifiutino chiamare subito, sempre senza aprire, il 112,
denunciando che ci sono delle persone che vogliono entrare e, poichè
rifiutano di identificarsi, voi pensate che siano dei truffatori.

3) Richiesta "Carta o Foglio di Servizio". Fotocopiatelo. E' questo il
documento basilare di tutte le ispezioni. Essi devono attenersi
esclusivamente a quanto indicato sul foglio.

4) Spulciate la lista dei nomi scritta sul "Foglio di Servizio"

5) Col Foglio di Servizio in mano, telefonare all'Ente che li ha inviati e
chiedete che i nomi vengano confermati uno per uno.

6) Chiamare subito almeno due testimoni. I testimoni non devono mai
parlare. Muti come pesci seguono da vicino i controllori.

7) Avere sempre una macchina fotografica o una telecamera. Non possono toccarvela: lo strumento di prova non può essere pignorato.

8) Se avete da fare, sia voi che i vostri dipendenti continuate a fare. Se
ve lo impediscono potete sempre denunciarli per "Turbativa di lavoro".

9) Non mettete a loro disposizione scrivanie o sedie. Che se le portino o che stiano in piedi: li aiuta a crescere.

10) Non permettete loro di usare il vostro telefono o fax

11) Non siate gentili: non serve a niente!

12) Devono attenersi esclusivamente a quanto scritto sul loro "Foglio di
Servizio"

13) Non possono rovistare fra la vostra biancheria o altri effetti
personali e neppure fra quei documenti che non sono attinenti al controllo.
Le vostre agende private non dategliele. A meno che ciò non sia
espressamente previsto nel loro "Foglio di Servizio"

14) Non firmate mai alcun verbale. Questa è la REGOLA AUREA MASSIMA

15) Possono ispezionarvi soltanto durante l'orario di lavoro

16) Non possono stare tra i piedi per più di 30 giornai lavorativi

17) Il magazzino se lo spostino loro. Non prestategli operai o muletti. Se ci sono ragnatele o topi, che si arrangino

18) Mentre loro fanno, scrivete un vostro verbale con l'indicazione esatta dell'ora e del minuto di ogni operazione

19) Non prendete paura perchè sono solo uomini

20) Siate rilassati, non succede niente: adesso cominciate a divertirvi

Si tratta ovviamente di un vademecum molto semplice. Uno più completo, con tanto di FAQ, verrà pubblicato in seguito. Ma è comunque un primo tentativo di dare ai cittadini un piccolo strumento per opporsi alle angherie dei
vari ispettori che lo stato italiota manda sempre in Padania e quasi mai in Italia.


Stefano Scarpa

Letta su
http://www.prov-varese.leganord.org/doc/fiscsc.htm

QUESTA MI PIACE ANCORA DI PIU'

da Libero del 25 maggio 2006

Bot, Irpef, fumo: come farla pagare al fisco

IL RESPIRO DELL'ECONOMIA Nei settori e nelle regioni economicamente più sviluppati del Paese cresce la paura che il nuovo governo stia preparando una stangata fiscale. E le prime dichiarazioni dei ministri ulivisti confermano i timori avanzati alla vigilia del voto ( FOTOGRAMMA) MILANO Il governo Prodi ha gettato la maschera: aumenterà le tasse. In dettaglio dovremo attenderci a breve un innalzamento delle aliquote sulle rendite finanziarie: dal 12,5 al 20%. Non solo: sarà reintrodotta l'imposta di successione, a partire da 200mila euro di patrimonio. E poi via con la revisione degli estimi catastali: quindi Ici più alta. L'aveva promesso il centro- sinistra in campagna elettorale. E l'Unione le promesse le mantiene. Più tasse per ridurre il deficit dei conti pubblici e per tagliare il costo del lavoro. Così come chiesto da sindacati e una certa parte di Confindustria. Ma gli altri? Chi non è un lavoratore dipendente, chi non è un mega imprenditore, chi è un lavoratore a progetto, chi ha votato Casa delle Libertà, come può ribellarsi al ritorno di Visco? Come annunciato dall'ex premier Silvio Berlusconi un'arma potrebbe essere la rivolta fiscale. Minacciare lo Stato « occupato dalla sinistra » : se alzi le tasse, facciamo saltare il banco. Considerando oltretutto che le regioni del Nord, dove si produce oltre il 70% del Pil, stanno con Silvio. È il sogno di tanti impoverire il fisco. Ma in sostanza come si potrebbe fare? Ecco quindi un piccolo manuale di resistenza fiscale. QUEST'ANNO NON PAGO Entro il 20 giugno si dovrebbe presentare la dichiarazione dei redditi. Quelli che compilano il modello Unico, quindi gli autonomi e i lavoratori dipendenti che hanno altri redditi ( azioni, immobili) o coniuge e figli a carico, potrebbero fare lo sgambetto al nuovo ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa: se vogliono quest'anno non pagano un euro. La legge, attraverso il " ravvidemento operoso", non considera infatti evasore chi ritarda di 12 mesi l'obolo fiscale. Si potrà saldare il conto con l'Erario, pagando solo una " penale" del 6% circa, frutto di interessi e sanzioni varie. Ogni anno sono quasi 10 milioni gli italiani che presentano l'Unico. Ebbene, ipotizzando mille euro di Irpef a contribuente e mettendo in conto un differimento di massa del pagamento, lo Stato si ritroverebbe con un buco da 10 miliardi di euro. La stessa cifra che serve a Prodi per tagliare di cinque punti il famoso cuneo. Un dramma per i conti pubblici: in base alle entrate di giugno- luglio infatti si mette a punto il rendiconto di cassa, cioè la base per la prossima Finanziaria. BALZELLI RITARDATI La riscossione delle imposte avviene in due modi: spontanea o coattiva, attraverso le cartelle esattoriali. Le cartelle vengono inviate a casa dei contribuenti per il pagamento di multe da autovelox, Ici, contributi previdenziali, la tassa sui rifiuti e altre centinaia di balzelli. Se un tributo da 100 euro, per esempio quello sull'acquedotto, che scade il 30 giugno, sarà invece saldato il 31 ottobre, non succede niente al contribuente. Al massimo la solita penale. Ma se tutti facessero così l'azienda che gestisce l'acqua si troverebbe senza soldi. Forse non avrebbe nemmeno le forze economiche per pagare gli stipendi. Di fatto il nostro acquedotto sarebbe costretto a chiedere un finanziamento allo Stato, appesantendo ulteriormente la spesa pubblica. BASTA TITOLI DI STATO Bot, Cct, Btp: i titoli di debito emessi dalle Repubblica italiana subiranno un rincaro dell'aliquota dal 12,5% al 20%. Si potrebbe smettere di comprarli, evitando così di vedersi decurtato il rendimento e, nello stesso illegittima tempo, ridurre le entrate dell'Erario. Piuttosto un risparmiatore potrebbe rivolgersi ai Bund tedeschi: rischio zero e stessa cedola. Un'operazione, questa, da centinaia di milioni di euro. FEBBRE DA IRAP Un altro argomento di lotta è rappresentato dall'Irap, l'imposta regionale sulle Attività Produttive inventata da Visco e giudicata dall'Avvocatura versamenti già effettuati. Un altro salasso per le casse pubbliche. Intanto, nell'attesa della sentenza, in molti non pagheranno l'Irap, che scade il 20 giugno. Il governo vuole bloccare con un decreto il " ravedimento operoso", la possibilità di pagare più tardi, ma forse il tempo è scaduto. europea. Entro giugno la Corte di Giustizia del Lussemburgo dovrebbe emettere l'attesa sentenza: in ballo c'è un gettito di oltre 30 miliardi di euro. Se i giudici europei la bocceranno, il mondo produttivo italiano stapperà una bottiglie di champagne. E per Prodi sarà notte fonda. Anche perché sono centinaia di migliaia i ricorsi già presentati: l'obiettivo è richiedere i 8 PER MILLE Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può scegliere la destinazione dell' 8 per mille del gettito Irpef tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Chiese avventiste del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Valdesi, Evangelici e Comunità Ebraiche. In base alle ultime comunicazioni ufficiali, su oltre trenta milioni di contribuenti, solamente il 40% ha espresso un'opzione. Per cui il resto finisce allo Stato. Chi vuole punire il Fisco ha quindi la possibilità di levargli centinaia di milioni, anche se, va detto, che il governo reditribuisce i soldi agli altri sei soggetti che beneficiano dell' 8 per mille. 5 PER MILLE La vera rivolta allora si potrebbe concretizzare con questo nuovo strumento, messo a disposizione del contribuente con l'ultima Finanziaria targata Casa delle Libertà. Se il cittadino non sceglie, il cinque per mille della sua Irpef rimane nel bilancio dello Stato. Oppure potrebbe destinarlo a Onlus, associazioni, fondazioni e Comuni. Non si tratta di cifre astronomiche: si parla di centinaia di milioni. Ma il messaggio politico sarebbe assicurato. BOICOTTAGGI Dopo l'ennesimo aumento del prezzo delle sigarette, nel 1998, ad Alassio, era nato il " Comitato per la resistenza passiva al Fisco", con lo scopo di " sottrarre il maggior numero possibile di entrate allo Stato, ma in maniera assolutamente legale". Potrebbero anche oggi partire della campagne anti- tabagiste, mettendo in seria difficoltà l'Erario che, tra accise e Iva, si fuma il 75% del prezzo di un pacchetto di bionde. La protesta silenziosa si potrebbe inoltre estendere agli altri gioielli della corte dei Monopoli di Stato: Bingo, Gratta & Vinci, Slot Machine, Lotterie e, soprattutto, Lotto e Superenalotto. La giocata settimanale si può ridurre, per esempio, da 10 a 8 euro. Le possibilità di vincere rimarrebbero quasi intatte, ma il Fisco si ritroverebbe con qualche miliardo di euro in meno. Infine, un'operazione dallo stile " Disobbediente". Si potrebbero boicottare i distributori Agip, controllati dall'Eni: il colosso petrolifero italiano garantisce al ministero dell'Economia qualche miliardo di dividendo. Meglio ancora sarebbe ridurre le soste dal benzinaio. Meno verde uguale Stato al verde. Giuliano Zulin

« Resistere alle vessazioni è un diritto »

ROMA « Le minacce della campagna elettorale sulle tasse si stanno realizzando. E una forma di protesta contro lo Stato vorace i cittadini la devono mettere in campo: lo sciopero fiscale » . Gaetano Pecorella, deputato di Forza Italia, avvocato e difensore di Silvio Berlusconi, lancia la resistenza contro i balzelli dell'Unione. Proprio come aveva proposto il Cavaliere. Con una differenza: mentre Berlusconi aveva legato la rivolta fiscale all'occupazione delle istituzioni da parte del centrosinistra, Pecorella la suggerisce contro la stangata in arrivo. « Se queste sono le prime indicazioni, peraltro con un governo ancora in rodaggio » , osserva, « c'è da domandarsi cosa succederà tra due anni, ammesso che l'esecutivo sopravviva » . Da qui l'invito a invocare l'anglosassone " diritto di resistenza" nei confronti del fisco. Su quali basi è possibile ricorrere allo sciopero fiscale? « C'è un grande principio degli Stati liberali: il diritto di resistenza, da noi purtroppo poco conosciuto. Se il cittadino si sente trattato ingiustamente e vessato dallo Stato, ha il diritto, attraverso comportamenti non violenti, di opporsi » . Facile prevedere l'obiezione del governo: l'opposizione sobilla la piazza invece di battersi in Parlamento. « L'unica risposta forte a disposizione del cittadino, visto che alle porte non c'è una nuova scadenza elettorale e il presidente della Repubblica, con le origini che ha, è assai improbabile che sciolga il Parlamento in tempi brevi, è quella di protestare con lo sciopero. E l'unico sciopero possibile contro lo Stato è quello di non pagare le tasse » . Il centrosinistra assicura che la tassazione sarà equa. « Lo Stato si dimostra prepotente nel pretendere quello che i cittadini non devono pagare. E far pagare le tasse sui propri risparmi - e quindi non solo sulla produzione del lavoro, ma anche su quello che è rimasto - sarebbe un atto ingiusto » . Che caratteristiche avrebbe la protesta fiscale? « Ovviamente non sarebbe un atto definitivo, ma simbolico e limitato, ad esempio, a non pagare per un certo arco di tempo una parte dell'Iva. Almeno fino a quando i cittadini non torneranno ad essere trattati con equità. Come negli scioperi dei lavoratori contro gli imprenditori » . Quali sarebbero i rischi della rivolta? « I rischi non stanno nelle leggi, ma nei magistrati. Gli atti di protesta, se non sono violenti e hanno valore simbolico, devono essere ammessi in uno Stato liberale e democratico. Sul fatto che le toghe la pensino così, però, ho qualche dubbio » . E a pagarne le conseguenze sarebbe il cittadino? « Non esiste una norma che punisce questo tipo di protesta, ma non me la sento di escludere che non ci sia il Borrelli di turno che la vada a pescare, magari in un testo del 1860. Nel loro modo di interpretare le leggi, i magistrati potrebbero ravvisare nello sciopero fiscale l'istigazione a commettere un reato » . Ci sarà pure un modo per difendersi. « Oltre ad invocare il " diritto di resistenza", lo sciopero fiscale potrebbe rientrare nella libera manifestazione del pensiero tutelata dalla Costituzione » . Tommaso Montesano



Con un bacione dalla Vostre Strega.
Freddie

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